Il valore segnaletico del DSCR prospettico a 6 mesi

Debt Service Coverage Ratio, che può essere tradotto come indice di copertura del fabbisogno finanziario, è definito dalla seguente formula:

DSCR = (Cash flow operativo – tax) / Flusso finanziario a servizio del debito

Analizziamo nel dettaglio gli elementi che compongono il DSCR.

Cash flow operativo: si tratta dei flussi attivi prodotti dalla gestione caratteristica. Corrisponde al “Flusso finanziario della gestione reddituale (A)” nel rendiconto finanziario;

Tax: flusso di uscite relative al pagamento delle imposte;

Flusso finanziario a servizio del debito: è la somma dei pagamenti destinati agli istituti finanziari, quindi pagamento degli interessi, delle quote capitale, dei leasing.

Il DSCR prospettico a 6 mesi risponde in sostanza alla domanda se i flussi dei prossimi 6 mesi generati dalla gestione operativa (nettati dai pagamenti al Fisco), sono pari almeno alla somma delle rate dei mutui/leasing da pagare.

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Il fabbisogno finanziario a breve o circolante

Il fabbisogno finanziario a breve o circolante.

Il Fabbisogno Finanziario BT è l’ammontare di finanza necessaria per sostenere il ciclo monetario dell’impresa (assorbimento del capitale circolante). Per questo si parla spesso del fabbisogno finanziario o del circolante in relazione ai fidi autoliquidanti da richiedere/negoziare con gli istituti bancari (il castelletto SBF o anticipo fatture).

Le esigenze finanziarie di un’azienda nel breve termine possono essere sintetizzate nella seguente formula:

Fabbisogno finanziario BT = Fatturato / 360 * Ciclo monetario

La durata del ciclo monetario, dipende dall’andamento delle seguenti variabili:

  • dilazione media di pagamento ottenuta dai fornitori;
  • giacenza media delle materie prime in magazzino;
  • durata del ciclo produttivo;
  • giacenza media dei prodotti finiti in magazzino;
  • dilazione media di pagamento concessa ai clienti.

Si utilizza generalmente la seguente definizione del ciclo monetario:

Ciclo monetario= gg clienti + gg magazzino – gg fornitori

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Sono 7 indicatori della crisi di impresa: i primi due sono validi per tutte le tipologie di attività.

Sono stati pubblicati i 7 indicatori della crisi d’impresa elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (CNDCEC) che, secondo l’art 13 del nuovo codice della crisi, dovrebbero rilevare gli squilibri economici, patrimoniali e finanziari:

  1. Patrimonio Netto Negativo
  2. DSCR previsionale a 6 mesi
  3. Oneri Finanziari sui Ricavi
  4. Patrimonio Netto su Mezzi di Terzi
  5. Attivo a Breve su Passivo a Breve
  6. Cashflow su Attivo
  7. Debiti Previdenziali e Tributari su Attivo

I primi due indicatori di allerta sono stati considerati validi per tutte le tipologie di attività, gli altri 5 indici sono specifici per ciascun settore.

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Best practice ASSIREVI sul sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

ASSIREVI ha pubblicato una monografia sulle best practice riconosciute a livello internazionale per la gestione e il monitoraggio del Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, componente centrale della corporate governance, in base al modello di riferimento “COSO Framework”.

L’obiettivo è quello di fornire alle imprese alcune indicazioni in merito agli strumenti utili ai fini dell’attuazione del COSO Framework, il più autorevole tra i modelli di controllo interno a livello internazionale, riferimento sia per le autorità di vigilanza sia per le imprese.

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Obbligo delle procedure di allerta e gli indicatori della crisi

È stato pubblicato nel Supplemento ordinario n. 6 della Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 il D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 con il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155.

In questa sede ci soffermeremo esclusivamente sull’analisi degli aspetti economico-finanziari della riforma tralasciando volutamente quelli squisitamente giuridici

I nuovi principi che avranno un sicuro impatto sugli attuali modelli di Risk management sono:

  • Introduzione di una definizione dello stato di crisi da elemento conclamato a prevenzione
  • Procedure di allerta per incentivare l’emersione anticipata della crisi
  • Istituzione di assetti organizzativi adeguati per la rilevazione tempestiva della crisi

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Indicatore 2: PFN / Ebitda

Cos’è la solvibilità? Rappresenta la capacità di un soggetto di ripagare nel medio lungo periodo i propri debiti. Chi è dunque solvibile? Chi non ha debiti o ne ha pochi. 

Gli interessi in materia fiscale

Con questo lavoro si cerca di mettere ordine in tale materia, prestando attenzione ai ritardati od omessi versamenti e ai ritardati rimborsi delle imposte e cercando di esemplificare la casistica vigente con apposite tabelle relative a ciascun tributo esaminato. Pubblicataquesta notasul sito della FONDAZIONE DOTTORI COMMERCIALISTI

L'analisi dei crediti commerciali: strumento strategico e barometro aziendale

Il credito commerciale è solamente una variabile esogena all'azienda, o può essere in parte gestita? Quali strumenti sviluppare e utilizzare per il controllo del credito commerciale?

SCADUTO- Contiene il dato cumulato dei crediti scaduti, in altre parole i crediti che alla data di scadenza non sono ancora stati pagati. Dovrebbero essere esclusi da questa voce i crediti inesigibili e quelli oggetto di piani di rientro concordati. DSO- Comunemente i DSO (giorni medi di incasso) si ottengono calcolando il rapporto tra il fatturato e i crediti medi di periodo e dividendo quanto ottenuto, ovvero i giorni di periodo, per il valore di rotazione dei crediti.Nel calcolo dei giorni di periodo non bisogna dimenticare di incrementare l'ammontare dei ricavi del valore dell'Iva media. Non bisogna, inoltre dimenticare, che ogni settore ha indici di rotazione dei crediti molto diversi e questo genera grandi differenze nei cicli monetari e nel peso che i DSO possono ricoprire a livello strategico. 

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Posizione finanziaria netta: le voci che la compongono

La posizione finanziaria netta (PFN) è una grandezza che concorre a determinare il grado di solvibilità di un'azienda. Il presente contributo affronta il tema delle voci che costituiscono la posizione finanziaria nettaDebiti per canoni di leasing. Trattamenti di fine rapporto e fondi di ristrutturazione. Debiti fiscali, contributivi rateizzati. Debiti operativi rateizzati. Fattispecie particolari di liquidità. Finanziamenti da soci e infragruppo. 

Il requisito essenziale della sostenibilità finanziaria di un piano

La sostenibilità finanziaria di un piano industriale rappresenta il requisito essenziale che bisogna rispettare nella stesura del business plan. "Durante l'arco temporale di previsione del piano industriale sarebbe opportuno che i cash flow (intesi come somma di utile netto e ammortamenti) coprissero almeno gli assorbimenti di capitale circolante e gli investimenti netti di sostituzione/mantenimento, mentre il ricorso ad ulteriore capitale di debito e/o di rischio dovrebbe avvenire per fronteggiare parzialmente o totalmente gli investimenti finalizzati alla crescita".

I principi internazionali di valutazione (IVS 2013) tradotti in italiano

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNG) hanno pubblicato la versione definitiva delle traduzioni in lingua italiana degli International Valuation Standards (IVS), nella versione in cui questi sono stati emanati nel 2013 dall’International Valutation Standards Council (IVSC), di cui CNDCEC e CNGeGL sono componenti. Per commenti e suggerimenti di miglioramenti alle traduzioni, il testo era stato sottoposto nei mesi scorsi a pubblica consultazione. La traduzione degli International Valuation Standards (Principi internazionali di valutazione) nasce dalla volontà dei due Consigli nazionali di fornire ai propri iscritti consapevolezza delle best practice internazionali in tema di valutazioni economiche. Gli IVS hanno rappresentato anche la base di ispirazione per lo sviluppo dei Principi italiani di valutazione dell’Organismo Italiano di Valutazione, nelle cui attività i Consigli nazionali dei commercialisti e dei geometri e geometri laureati sono coinvolti. Per tale motivo, la traduzione cerca di adottare una terminologia che sia per quanto possibile in linea con i richiamati Principi Italiani di Valutazione.

Linee Guida per il Sindaco-Revisore alla luce degli ISA Italia

Il sindaco-revisore, deve valutare la continuità aziendale. Dovrà quindi valutare la capacità del management di condurre l’azienda con continuità nel tempo e identificare tutte quelle circostanze e questi indicatori che possano mettere a rischio la continuità aziendale.

La continuità aziendale nella crisi di impresa

La tematica della continuità aziendale è stata, negli ultimi tempi, oggetto di particolare attenzione, anche alla luce del particolare momento di difficoltà che sta attraversando l’economia del Paese. Passando da un contesto di normale andamento aziendale (going concern) ad un’ipotesi di liquidazione (break up), in cui il capitale aziendale perde la capacità di produrre reddito assumendo la nuova configurazione (capitale di liquidazione) volta alla realizzazione del patrimonio sociale, può comprendersi come l’argomento risulti di stretta attualità considerando l’odierna congiuntura economica e le incertezze che ne discendono. Con il presente contributo, si intendono approfondire sul piano operativo alcuni aspetti delicati del venir meno del presupposto del going concern al fine di individuare il momento a partire dal quale il bilancio d’esercizio deve essere redatto su basi alternative e differenti rispetto all’applicazione degli ordinari criteri di valutazione di cui all’art. 2426 c.c. e quali debbano essere tali basi alternative

Principi di attestazione dei piani di risanamento

La versione definitiva del documento predisposto dall'Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dall'Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), dall'Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari (ANDAF), dall'Associazione Professionisti Risanamento Imprese (APRI) e dall'Osservatorio Crisi e Risanamento delle Imprese (OCRI). 

I Principi approfondiscono alcune questioni operative legate al contenuto delle attestazioni e alla figura del professionista incaricato

Davide Paolo Poli - dottore commercialista, aziendalista e revisore legale

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