Policonsulting è guidata dal Dott. Davide Paolo Poli, dottore commercialista,  aziendalista e revisore legale,  consulente finanziario professionista, già docente esperto di organizzazione e metodi della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Roma e cultore della materia di Sistemi Informativi e Organizzazione Aziende Pubbliche presso Dipartimento di Economia "E. Giannessi" di Pisa, consulente di pianificazione, gestione e controllo amministrativo finanziario di primari gruppi aziendali di rilevanza nazionale. Policonsulting collabora con primari studi professionali e società di consulenza che operano nel contesto nazionale e internazionale.

Debt Service Coverage Ratio, che può essere tradotto come indice di copertura del fabbisogno finanziario, è definito dalla seguente formula:

DSCR = (Cash flow operativo – tax) / Flusso finanziario a servizio del debito

Analizziamo nel dettaglio gli elementi che compongono il DSCR.

Cash flow operativo: si tratta dei flussi attivi prodotti dalla gestione caratteristica. Corrisponde al “Flusso finanziario della gestione reddituale (A)” nel rendiconto finanziario;

Tax: flusso di uscite relative al pagamento delle imposte;

Flusso finanziario a servizio del debito: è la somma dei pagamenti destinati agli istituti finanziari, quindi pagamento degli interessi, delle quote capitale, dei leasing.

Il DSCR prospettico a 6 mesi risponde in sostanza alla domanda se i flussi dei prossimi 6 mesi generati dalla gestione operativa (nettati dai pagamenti al Fisco), sono pari almeno alla somma delle rate dei mutui/leasing da pagare.

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Il fabbisogno finanziario a breve o circolante.

Il Fabbisogno Finanziario BT è l’ammontare di finanza necessaria per sostenere il ciclo monetario dell’impresa (assorbimento del capitale circolante). Per questo si parla spesso del fabbisogno finanziario o del circolante in relazione ai fidi autoliquidanti da richiedere/negoziare con gli istituti bancari (il castelletto SBF o anticipo fatture).

Le esigenze finanziarie di un’azienda nel breve termine possono essere sintetizzate nella seguente formula:

Fabbisogno finanziario BT = Fatturato / 360 * Ciclo monetario

La durata del ciclo monetario, dipende dall’andamento delle seguenti variabili:

  • dilazione media di pagamento ottenuta dai fornitori;
  • giacenza media delle materie prime in magazzino;
  • durata del ciclo produttivo;
  • giacenza media dei prodotti finiti in magazzino;
  • dilazione media di pagamento concessa ai clienti.

Si utilizza generalmente la seguente definizione del ciclo monetario:

Ciclo monetario= gg clienti + gg magazzino – gg fornitori

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Sono stati pubblicati i 7 indicatori della crisi d’impresa elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (CNDCEC) che, secondo l’art 13 del nuovo codice della crisi, dovrebbero rilevare gli squilibri economici, patrimoniali e finanziari:

  1. Patrimonio Netto Negativo
  2. DSCR previsionale a 6 mesi
  3. Oneri Finanziari sui Ricavi
  4. Patrimonio Netto su Mezzi di Terzi
  5. Attivo a Breve su Passivo a Breve
  6. Cashflow su Attivo
  7. Debiti Previdenziali e Tributari su Attivo

I primi due indicatori di allerta sono stati considerati validi per tutte le tipologie di attività, gli altri 5 indici sono specifici per ciascun settore.

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ASSIREVI ha pubblicato una monografia sulle best practice riconosciute a livello internazionale per la gestione e il monitoraggio del Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, componente centrale della corporate governance, in base al modello di riferimento “COSO Framework”.

L’obiettivo è quello di fornire alle imprese alcune indicazioni in merito agli strumenti utili ai fini dell’attuazione del COSO Framework, il più autorevole tra i modelli di controllo interno a livello internazionale, riferimento sia per le autorità di vigilanza sia per le imprese.

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È stato pubblicato nel Supplemento ordinario n. 6 della Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 il D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 con il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155.

In questa sede ci soffermeremo esclusivamente sull’analisi degli aspetti economico-finanziari della riforma tralasciando volutamente quelli squisitamente giuridici

I nuovi principi che avranno un sicuro impatto sugli attuali modelli di Risk management sono:

  • Introduzione di una definizione dello stato di crisi da elemento conclamato a prevenzione
  • Procedure di allerta per incentivare l’emersione anticipata della crisi
  • Istituzione di assetti organizzativi adeguati per la rilevazione tempestiva della crisi

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Davide Paolo Poli - dottore commercialista, aziendalista e revisore legale

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